Romania Italia 1 – 0

Non si tratta di un incontro di calcio, ma senza dubbio di un’amara lezione impartita all’Italia dal popolo romeno. 500 mila persone in piazza da otto giorni convincono il governo centrale ad abrogare il decreto sulla depenalizzazione dei reati per corruzione e abuso d’ufficio.

Proprio così. Anche la Romania impartisce lezioni di moralità al popolino italiano.  Una protesta di questa entità non si vedeva dai tempi di Ceausescu. Una partecipazione di 300 mila persone solo nella città di Bucarest e di altre 200 mila in svariate località del paese, hanno indotto il governo in carica a rivedere le sue posizioni.

Nella serata del quattro febbraio, il premier romeno è stato costretto a promettere il ritiro del decreto in diretta televisiva, ma la protesta non si ferma. I manifestanti vogliono vigilare affinchè l’impegno preso venga mantenuto. Se, infatti, non verrà ritirato prima dell’11 febbraio, il decreto diventerà legge e molti politici, tra cui il leader del partito al governo Dragnea, ne usufruiranno impunemente.

Anche il Presidente della repubblica Iohannis si è schierato al fianco del suo popolo, invitando il governo ad essere più trasparente e a prendere decisioni alla luce del giorno, tralasciando i privilegi personali. Tempi duri dunque per il neo esecutivo, in carica soltanto da un mese, di cui la piazza chiede anche lo scioglimento.

A noi italiani non rimane che il silenzio. Nel recente passato abbiamo vissuto episodi molto simili, ma le piazze sono rimaste tristemente vuote, permettendo alla politica di approvare norme inique a protezione della casta. Da ora in poi non potremo più sorridere con sufficienza di fronte a un romeno, emigrato in cerca di fortuna nel nostro Bel Paese. Se le cose non cambieranno infatti, saremo noi ad essere costretti a migrare nel loro, in cerca di un lavoro e magari di una politica più sana. Per adesso digeriamo questo 1 a 0.

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2 pensieri su “Romania Italia 1 – 0”

  1. Il motivo di questa grande protesta è stato inizialmente l’abrogazione di un decreto legge, discutibile, che avrebbe visto molti membri autorevoli del Governo scagionati del reato di corruzione. Un decreto legislativo firmato in un battibaleno a tarda notte. In un certo senso questo veloce sistema ci ha ricordato quello che si faceva nei tempi del comunismo, quando si andava a letto incensurati, per poi scoprirsi la mattina colpevoli di qualche reato sul quale avevano legiferato solo poche ore prima. E la notizia veniva data direttamente dalla Securitate che veniva a prelevare i malcapitati alle prime luci dell’alba.

    1. Giustamente fai riferimento ai tempi bui del comunismo di dittatura. Fa piacere vedere quanto siano cambiate le cose oggi. Una così alta partecipazione del popolo che si oppone a decisioni inique è il chiaro sintomo che il seme dell’etica è ancora presente, nonostante tutto, tranne che in Italia.

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