Spectre

La netta sensazione, naturalmente tutta da dimostrare, è che in Italia esista da tempo un’organizzazione molto ben strutturata e con grandi risorse, capace di manipolare scelte politiche importanti utilizzando un’arma molto più sottile del ricatto, che potremmo definire”velata intimidazione”.

Troppe coincidenze intervengono con perfetto tempismo per non pensare che ci possa essere dietro qualcosa. E il più delle volte è la magistratura a fare il primo passo, sebbene anche i giornali abbiano una parte di responsabilità, anche se, vale la pena ricordarlo, “informare” dovrebbe essere la loro ragione di esistere.

Qualcuno la chiama “giustizia ad orologeria”, ma crediamo si tratti in realtà di qualcosa di molto più raffinato e piuttosto ramificato. Il punto è che questa nuova “Spectre” ha il potere di affossare una qualsiasi figura di spicco, impiegando strumenti leciti e meno leciti, per renderla inoffensiva o comunque più incline a seguire linee guida prefissate e che tendenzialmente portino sempre più benefici all’organizzazione stessa. La cosa interessante è che l’ultimo tassello che permette di raggiungere l’obiettivo finale siamo noi, l’opinione pubblica, che con i nostri giudizi e le nostre scelte possiamo esercitare un enorme potere che spesso non sappiamo neanche di possedere. Servizi segreti deviati? Una versione 2.0 della mafia? Il famoso Nuovo Ordine Mondiale? Poco importa quale sia il nome che decidiamo di affibbiarle, proviamo piuttosto ad immaginare per un momento che esista davvero, e tentiamo di tracciare un suo ipotetico modo di operare.

Il primo fondamentale passo è senza dubbio la raccolta di informazioni. Chiunque ricopra cariche importanti, siano esse politiche, istituzionali o private, viene analizzato minuziosamente. Alzi la mano chi non ha qualche scheletro nell’armadio. E’ impossibile vivere un’esistenza del tutto irreprensibile, e anche se fosse, ma sarebbe davvero raro, si può sempre trovare il modo di seminare il dubbio, con un semplice avviso di garanzia o trappole di altro genere. Tutto fa brodo: un abuso edilizio, un amante, un curriculum volutamente manipolato, un’elusione fiscale, una deviazione sessuale, qualunque cosa che riguardi voi o la vostra famiglia. Conoscendo nome, cognome e codice fiscale di un individuo, e impiegando risorse che abbiano accesso ai database giusti , anche riservati, è possible creare un dossier molto corposo che, una volta completato, viene messo semplicemente in un cassetto insieme ad eventuali intercettazioni telefoniche sospette, naturalmente carpite in modo illegale, messaggi Whatsup, SMS, Facebook, e chi più ne ha più ne metta. Una mole di informazioni immensa che vengono costantemente aggiornate e che attendono soltanto il momento giusto per saltare fuori.

Quando la “Spectre” ritiene che qualcuno stia combinando qualcosa che potrebbe andare contro gli interessi dell’organizzazione, sostanzialmente economici, il dossier viene tirato fuori e le informazioni divulgate, dosandole con parsimonia e saggezza. Possono essere segnalazioni per la magistratura, la Guardia di Finanza, ma anche delle semplici notizie da dare in pasto ai giornali, giusto per scatenare la reazione indignata dell’opinione pubblica. Il frullatore mediatico si mette quindi in moto, e a seconda della reazione del diretto interessato, il tiro viene alzato sempre di più, fino alla sua completa capitolazione.

Naturalmente molti politici ci mettono del loro: corruzione, abuso d’ufficio, concussione, associazione mafiosa e molto altro, ma in tal caso sono loro stessi a scavarsi la fossa, per tutto il resto ci pensa la centrale operativa della “Spectre”, che lavora H24 e continua a spiare, intercettare, seguire, fotografare.

Un trattamento che hanno subito in molti e che molti ancora stanno subendo e subiranno. Oggi tocca a Renzi, stranamente, ma la “Spectre” non ha connotazione politica, pensa solo a potere e soldi. L’avviso è chiaro: “Se continui su questa strada tuo padre pagherà”. Serve a poco che poi il caso venga archiviato, come è successo in passato per il fallimento di una società ligure e per il quale Tiziano Renzi era stato ritenuto responsabile, è il fango che conta, conta quello che pensa la gente e l’immagine che si fa di te, magari dopo essere stata manipolata.

Ma allora dove sta il potere dell’opinione pubblica? Ovviamente nella cabina elettorale che, guarda caso, non vediamo da quattro anni. E’ solo lì che possiamo dire quello che pensiamo, tracciando un segno sul partito che ci convince di più. Basta fare attenzione che non sia lo stesso partito sponsorizzato dalla “Spectre”:

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